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Jerusalem

Jerusalem – Yotam Ottolenghi e Sami Tamimi

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Tutto iniziò con un viaggio a Cipro. Piuttosto disastroso sotto diversi punti di vista. Cibo incluso. Guidando attraverso una città di passaggio, leggiamo sulla guida di un circolo-ristorante siriano.

Difficilmente provo ristoranti diversi da quelli del Paese di origine quando sono in vacanza, ma a Cipro non vedevo l’ora di fare eccezione. Non me ne vogliano gli amici ciprioti, ma l’esperienza di trovarsi in un ristorante dove uno dei rarissimi piatti veg sul menu è un hummus in scatola andato a male è qualcosa che non dimentico. Sono molto permalosa, culinariamente parlando.

Insomma, per farvela breve, al siriano per pochi euro ci mettono sotto al naso una decina di mezze colorate, freschissime e saporitissime. Una vera gioia, e una gradita scoperta. Uno dei pranzi migliori della mia vita.

Da quel momento è esplosa la passione della cucina mediorientale. Una cucina variegata e frutto di molteplici influenze a seconda del Paese, della città, della mano di chi cucina. Non mi piace generalizzare ma, leggendo molte ricette, credo di aver individuato fili conduttori quali l’uso di verdure tipicamente mediterranee, le spezie presenti ma delicate, i profumi delle erbe e dei limoni.

 

L’acquisto di questo libro è frutto di quell’amore curioso.

Da quando sono veg, all’acquisto un libro di cucina online ho sempre il timore di trovarmi pagine piene di ricette inutilizzabili. Non è certo il caso di questo splendido libro, dove le verdure sono al centro dell’attenzione. E se lo meritano davvero. Ricette facili e più complesse, sempre fattibili. Niente fronzoli, la cucina è concreta senza mai essere greve.

Le ricette di carne e pesce possono comunque offrire spunti interessanti come abbinamenti di sapori inusuali che possiamo “riciclare” in piatti di verdure.

L’unico neo è la ricetta delle falafel. Purtroppo non l’ho trovata buona come quella che uso da anni. Quello che fa la differenza è probabilmente l’uso della patata bollita, assente nella ricetta del libro, che a mio parere migliora la consistenza della polpetta.

Esteticamente, è senza dubbio il libro più bello che io possieda.

Bello anche da leggere: interessanti gli aneddoti dei due autori, attualmente ristoratori a Londra, e provenienti da parti opposte, ora come non mai, della città.

 

 

Giudizio complessivo: 9/10

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